Cicatrici

La cicatrizzazione è un processo lungo e complesso che può subire diverse influenze nel corso del tempo. Una volta che si è formata, la cicatrice è permanente. Il chirurgo plastico può renderla meno visibile o modificarla chirurgicamente. Le aspettative per questo tipo di chirurgia devono essere realistiche. Non esiste purtroppo una tecnica per “cancellare” una cicatrice ma solo per migliorarne l’aspetto.

Il colore della pelle, il tipo di pelle, l’età del paziente, il tipo di cicatrice e il “timing” cioè il momento corretto per la revisione chirurgica sono tutti fattori fondamentali. Spesso infatti con il trascorrere del tempo la guarigione spontanea porta a risultati soddisfacenti.

Differenti cicatrici richiedono differenti trattamenti: le gravi ustioni in cui sono andati distrutte ampie regioni cutanee e muscolari richiedono un trattamento chirurgico di tipo ricostruttivo per ricreare l’anatomia perduta (pelle, muscoli, tendini). I cheloidi che sono il risultato della produzione di collagene in eccesso durante il processo di guarigione si trattano infiltrando cortisone e/o impiegando medicazioni compressive. Le cicatrici ipertrofiche a causa della loro azione retraente spesso danneggiano la funzionalità di muscoli e tendini. Anche in questo caso buoni risultati si ottengono dall’infiltrazione di cortisone. Nei casi più gravi bisogna intervenire chirurgicamente.

Il laser “resurfacing” e la dermoabrasione permettono di appianare la cicatrice rimuovendone gli strati più superficiali.

Le cicatrici scure o iperpigmentate vengono trattate con fattori schiarenti o con peeling.

In tutte queste tecniche è richiesta collaborazione da parte del paziente che non si deve esporre al sole per 6-12 mesi per facilitare il processo di guarigione e ridurre la recidiva.
Tempi variabili in relazione al tipo di procedura. A qualsiasi età.