Mento – Aumento & Riduzione

CONSENTE DI ASSUMERE UN ASPETTO PIÙ DECISO, MIGLIORANDO IL PROFILO

..l’obiettivo è di correggere l’ipoplasia del mento ovvero il tipico mento “sfuggente”.

Attualmente si hanno quattro scelte.
La più conservativa è quella di impiegare un gel (lo stesso impiegato nell’aumento degli zigomi o per correggere i solchi profondi del volto) che viene iniettato in loco e che può essere modellato a piacimento dal chirurgo in base alle esigenze del risultato desiderato. Non è necessaria anestesia.

La seconda scelta prevede l`uso di grasso prelevato dal paziente (la sede preferita è intorno all`ombelico), rimaneggiato mediante lavaggio sterile e dopo centrifugazione reimpiantato nella regione del mento. Tale tecnica è definitiva come nel caso di una protesi. Prevede anestesia locale.

La terza opzione è quella di posizionare una protesi anatomica che viene allocata in sede tramite una piccola incisione nella gengiva inferiore oppure tramite un taglietto nascosto sotto al mento. In anestesia locale, al limite una piccola infiltrazione tronculare (tipo quella che effettua il dentista).

La quarta opzione è quella di effettuare un avanzamento della parte più esterna dell’osso del mento e di fissarla mediante delle viti. Ovviamente è una metodica che, essendo più traumatica, è da prendere in considerazione se sussiste un grave deficit proiettivo e/o è da associare a trattamenti ortodontici per problemi di occlusione dentaria (cattiva masticazione).

La durata dell’intervento è di circa 10 minuti nel primo caso, 40 minuti nel secondo e terzo, 90 minuti nel quarto.

UN MENTO SPROPORZIONATO, TOGLIE ARMONIA AL VOLTO

..l’obiettivo è di correggere l’iperplasia del mento ovvero il tipico aspetto di mento prominente detto anche mento da strega.

E’ importante distinguere un problema puramente estetico da un’alterazione morfo-funzionale. La diagnosi è facilmente attuabile valutando i rapporti della mandibola in relazione al mascellare superiore ovvero alla posizione dei denti. Se i denti “non sono a posto” (per esempio nel morso inverso) è fondamentale una valutazione dell’odontoiatra che insieme all’ortodonzista sono gli specialisti da chiamare in causa. Se la masticazione non è compromessa allora il trattamento è puramente estetico.

La tecnica è tipicamente chirurgica e preferibilmente l’approccio è dall’interno mediante una piccola incisione nel fornice gengivale inferiore che guarisce in pochi giorni. Va tenuta una medicazione compressiva per qualche giorno e la guarigione è rapida con qualche livido zonale.

L’intervento si può eseguire in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale e la durata è di circa 1 ora.